DAI PRIMI CRISTIANI AI BODHISATTVA

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Dai Primi Cristiani ai Bodhisattva:
duemila anni fa, l'incontro tra il Cristianesimo e il Buddhismo sulla Via della Seta.
Rivelazioni sulle origini del Grande Veicolo buddhista (Mahâyâna)

 

Nel novembre 2017, lo scrittore francese François-Marie Périer pubblicò il saggio storico "La Porte Étroite et le Grand Véhicule, des Premiers Chrétiens aux Bodhisattvas, Révélations sur les Origines du Mahâyâna" - La Porta Stretta e il Grande Veicolo, dai Primi Cristiani ai Bodhisattva, Rivelazioni sulle Origini del Mahāyāna - (éditions le Mercure Dauphinois, Grenoble, non tradotto).
François-Marie Périer mette in evidenza la simultaneità dell'apparizione del Cristianesimo e del Mahāyāna (di cui fanno parte Buddhismo tibetano, Zen, Ch'an) ai due poli della Via della Seta, lungo la quale il greco e l'aramaico erano le lingue internazionalmente parlate e scritte, nei primi decenni dell'era cristiana.
Attraverso l'uso congiunto della cronologia, dell'iconografia, dell'archeologia, dell'etimologia, delle vie commerciali, dell'Ellenismo, dei testi ebraici, cristiani, gnostici, zoroastriani e buddhisti Mahāyāna dei primi secoli avanti o dopo Cristo, il ricercatore francese afferma l'incontro e la sintesi del messaggio cristiano e del buddhismo presente nell'ambito dell'Impero Kushana, in particolare il Gandhâra, fortemente ellenizzato tre secoli dopo le conquiste di Alessandro, come lo dimostrano anche la nascita e lo sviluppo nello stesso periodo dell'arte greco-buddhista, alle sorgenti del Grande Veicolo, senza dimenticare il ruolo dello Zoroastrismo e della religione di Mitra.
La vita e l'insegnamento del profeta Gesù, portati dai missionari cristiani, impressionarono fortemente la Sangha buddhista e vennero integrati nella sintesi mahayanista, ponendo la Compassione e la rinuncia al Nirvana del Bodhisattva con la salvezza universalmente portata a tutti gli uomini, al di sopra della dissoluzione nel Nirvana cercata dall'Arhat nel Buddhismo delle Origini.
Nel 2017, il filosofo francese Edgar Morin ha ufficialmente manifestato il suo interesse per le ricerche di François-Marie Périer e la loro importanza.

Il libro - in corso di traduzione in italiano - è un messaggio di conoscenza reciproca inviato ai Buddhisti e ai Cristiani, come a tutti i ricercatori, tornando alle origini di ambedue le spiritualità. Porta anche in tal modo una nuova luce sul culto del Buddha del Futuro e dell'Amore, Maitreya, con le sue cristallizzazioni nei riguardi dell'avvenire spirituale dell'Umanità e illustra la"Riconciliazione degli opposti" che C.G. Jung premeva l'Umanità di realizzare nel suo ultimo libro, La mia vita, per un ingresso sereno nell'età dell'Aquario

Ecco alcuni elementi delle ricerche di François-Marie Périer che verranno presentate nella conferenza e proiezione:

L'apparizione dei tre buddha o bodhisattva dell'Occidente, chiamati poi in Cina I Tre santi dell'Ovest e spesso rappresentati insieme: Amitâbha, Avalokiteshvara e Mahâsthâmaprâpta.
- Amitâbha, il re chiamato Dharmakara che rinunciò al proprio regno per compassione per l'umanità e diventò monaco, portando il Dharma dappertutto e manifestando con la propria luce Avalokiteshvara, anche in tal caso per compassione per l'umanità.
- Avalokiteshvara, buddha della Compassione Infinita dalla pelle bianca che attraversò gli Inferni e ne liberò le anime, di cui il corpo scoppiò in mille pezzi quando dubitò di poter compiere la sua missione, e fu poi ricostituito da Amitâbha e riprese la sua missione aiutata dalla sorella e paredra Târâ.
- Mahâshtamaprâpta, ("Arrivo di una grande potenza"), è un buddha più astratto e meno rappresentato. Associato alla Saggezza, e al folgore, se ne ritroveranno caratteristiche nel Tibet con Vajrapani e Manjushri.
- L'apparizione del Paradiso della Terra Pura d'Occidente
- L'apparizione della Saggezza Suprema femminile (Târâ, Guan yin, Kannon) la congiunzione alla Compassione maschile e la gnosi cristiana
- L'apparizione di Maitreya
- La Salvezza portata all'Umanità intera dai bodhisattva
- I destini del Manicheismo e del Mahâyâna
- La questione della precedenza storica dell'influenza tra Cristianesimo e Buddhismo nel primo secolo dopo Cristo

Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria sul sito.

François-Marie Périer, scrittore e fotografo, è nato a Marsiglia nel 1969 di padre francese e di madre italiana. Ha fatto studi letterari e linguistici, e insegnato lingua italiana e lettere francesi. Nel 2001, lascia l'Education Nationale, guida viaggi nel mondo (India, Medio Oriente, Europa, America Centrale), e collabora come giornalista con la rivista nazionale Bouddhisme Actualités con una serie di servizi in Italia, Grecia, Israele, Cambogia, Francia, e come professore con la scuola sperimentale il CLEPT (Collège et Lycée Elitaire Pour Tous). Attraverso i suoi viaggi, ha frequentato dall'interno molte religioni del mondo, incontrandone rappresentanti riconosciuti. Ha creato il Festival de l'Inde di Grenoble nel 2007, insegnato storia della civiltà indiana in un'università popolare, anima trasmissioni radio, ha pubblicato articoli nella stampa inglese e una dozzina di libri tra saggi storico-religiosi, portfolio, traduzioni e taccuini di viaggio. Tra le sue opere: Angkor, la pierre et la prière (2001), Oniriques Origines (2014), la trilogia Q(o)uest (2015-2017), La porte étroite et le Grand Véhicule (2017), Une certaine histoire de l'Inde (2018). Nel 2014, ha fondato la galerie-café-cultures du monde La Vina a Grenoble dove vive dal 1997, e contribuito a creare les Rencontres Photographiques Franco-Italiennes de Grenoble con l'Archivio Fotografico Italiano (A.F.I.).