Venerdì 8 Aprile Ore 19.00-20.00
La danza classica in India non ha un unico stile, ma ben sette, secondo la regione di provenienza, che possono distinguersi anche molto l’uno dall’altro. Tutti però hanno origine nel famoso trattato sulla danza e il teatro, il NATYASHASTRA, composto dal leggendario “rishi” BHARATHAMUNI. La composizione di tale testo si fa risalire a quasi 2000 anni fa, benché non pochi dettagli facciano pensare che sia molto più antico e che 2000 anni fa sia solo stato trascritto, mentre prima, così come tutta la cultura antica, era tramandato oralmente. La leggenda narra che Bharathamuni sia stato ispirato dal Signore Brahma stesso e che egli abbia poi trasmesso questa conoscenza agli uomini.
Nel Natyashastra si parla, tra le varie forme di danza, anche di un tipo di rappresentazione teatrale presentata da gruppi di artisti che oltre a danzare, recitavano. Questa forma d’arte era originaria di quella regione meridionale dell’India corrispondente all’Andhra Pradesh. Per le caratteristiche descritte nel testo, si può dire che essa sia l’antesignana di quella forma di Teatro-Danza conosciuto, più tardi, come KUCHIPUDI. Il nome deriva dal villaggio originariamente chiamato Kuchelapuram, che ancora è la sede delle famiglie di bramini-artisti specializzati in questo tipo di teatro. Il Kuchipudi, così come giunto fino a noi, è il frutto del lavoro di SIDDHENDRA YOGI, un pio bramino appassionato di danza che elaborò gli stili di danza locali creandone uno originale e componendo opere dedicate all’oggetto della sua adorazione: il Dio Krishna, la più popolare incarnazione del Signore Vishnu, che insieme a Brahma e Shiva costituisce la famosa e più importante Trimurti indiana. In origine le donne non prendevano parte a questo tipo di opere, perché Siddhendra Yogi non riteneva opportuno presentarle sulla scena, per evitare che esse non fossero confuse con le Devadasi, le danzatrici al servizio dei templi che godevano si, di grande prestigio, ma che erano anche considerate creature sensuali, poco adatte a fare da tramite per un messaggio di tipo spirituale, che doveva scaturire da queste opere. Infatti, i Bhagavatulu diffondevano il culto della “bhakti”, cioè la pura adorazione per il Dio Krishna, che stabiliva un contatto diretto tra il devoto e la divinità, senza l’intercessione di complessi rituali ai quali, oltretutto, le caste più umili non potevano partecipare. I personaggi femminili, dunque, erano affidati a degli adolescenti.
Oggi le principali interpreti del Kuchipudi sono soprattutto delle danzatrici, tra le quali Swapnasundari, che è anche una rinomata teorica di questo stile, la famosa coppia formata da Radha e Raja Reddy e oggi anche Shantala Shivalingappa, originale danzatrice residente a Parigi.
Note biografiche di Marzia Colitti
Nata a Roma, si diploma all’Accademia Nazionale di Danza dove si forma nel balletto classico e nella danza contemporanea. Dal gennaio 2000 si dedica completamente allo studio della danza indiana, dapprima sotto la guida di Giovanna Leva Joglekar, allieva della famosa Yamini Krishnamurthi, stella di prima grandezza nel panorama della danza bharatanatyam e kuchipudi negli anni ’60 e ’70, sia in patria che all’estero. In seguito comincia a studiare Kuchipudi con Vyjayanthi Kashi, prolifica danzatrice di Bangalore, con la quale studia per brevi periodi intensivi presso la sua scuola in India. Attualmente ha un rapporto di collaborazione con Bharathi Avireddy, danzatrice indiana residente a Francoforte.
Programma
Mangalam
Offerta dei fiori a Shiva Nataraja, il Re della Danza.
Gajananam slokam
Omaggio al Dio Ganesh, o Gajananam, il Dio dalla testa d’elefante e corpo di bambino apportatore di buona fortuna, al quale si dedica sempre la prima preghiera.
Mahishasuramardini stotram
I due aspetti della Devi: prima come Meenakshi, la sposa di Shiva, dolce e compassionevole, poi come Durga, la dea guerriera, colei che uccide il demone Mahishasura ristabilendo l’ordine in Cielo e sulla Terra.
Chalye padam
Un altro aspetto della femminilità: una fanciulla, la nayka, sicura di se e felice perché sta per incontrare l’amato (che è sempre personificato da Krishna). Si prepara accuratamente scegliendo il sari più adatto all’occasione, mettendo il kajal sulle palpebre….”Vieni oh mio Krishna, vieni…andiamo in giardino, là staremo insieme e sarà una grande gioia!....”
Tarana
Un brano di danza pura dove non ci sono storie da raccontare, ma solo ritmo espresso in intricate combinazioni di passi.
Ingresso 10,00 euro
data evento: 08/04/2011